Il debito pubblico è arrivato a 1.629 miliardi di euro, un livello insostenibile e, purtroppo, è tendenzialmente in aumento.

La sua crescita non si arresta dagli anni ‘80 ma oggi è arrivato il momento concreto per fermarla e invertirla. Sono oltre 10 anni che è stato fissato il parametro europeo di riferimento pari al rapporto PIL/Debito pari al 60% ma in Italia non è stato fatto nulla, anzi…

Il bilancio, tuttavia, frutto di calcoli oggettivi, può essere in nero (entrate superiori alle uscite) oppure in rosso (entrare inferiori alle uscite e quindi creazione di debito).

La proposta: responsabilità civile per gli amministratori degli enti pubblici che chiudano un bilancio in rosso, responsabilità penale se questa evenienza venisse reiterata presso lo stesso ente o presso altro ente di cui si assume la responsabilità.

Responsabilità civile significa farsi carico personalmente del debito generato. Responsabilità penale significa andare in galera con una pena certa, qualora il rosso di bilancio venisse reiterato anche solo una volta.

La proposta è concreta e drastica, ma la situazione drammatica lo richiede. In Italia non si possono fare investimenti sul futuro a causa di questo debito perchè la spesa corrente del funzionamento dello Stato più gli interessi sul debito (70 miliardi di euro l’anno) non lo permettono.

Questa proposta serve a garantire lo stretto necessario per poter effettuare una ristrutturazione del debito pubblico e per garantire un futuro diverso ai giovani di oggi.

Nicola Salvi
nic@listaetica.org

Per un Italia creativa
Per un Italia dei giovani
Ricominciamo a sognare

Inserito da: listaetica | Marzo 2, 2008

1a proposta concreta: università gratuita

1a proposta concreta di politica rivolta al futuro e ai giovani di questo paese.

 Università gratuita

Qualificare la forza lavoro di questo paese è essenziale sia per migliorarlo sia per attrarre investimenti stranieri in cerca di capitale umano di valore.

Ecco perchè è importante agevolare e incentivare gli studi universitari. Tuttavia occorre stabilire delle regole meritocratiche a prova di corruzione.

a) il percorso universitario sarà gratuito solo per coloro che completeranno l’intero percorso di studi nei tempi minimi e con il massimo dei voti

b) lo studente dovrà anticipare le rette universitarie che gli verranno restituite alla fine del percorso se risulterà positivamente concluso

c) a coloro che hanno bisogno di lavorare per mantenersi agli studi verrà offerto un prestito agevolato sulla base di un fondo pubblico: il prestito verrà rimborsato a partire dal termine degli studi ovvero a partire da quando il giovane avrà trovato la prima occupazione

d) il costo della retta universitaria per gli altri sarà crescente al decrescere dei voti e dei tempi di conclusione del percorso universitario salvo mantenersi all’interno di un range ragionevole e considerando degli sconti per le fasce di reddito più basse

e) introduzione delle votazioni competitive negli esami scritti: il migliore risultato determina il massimo voto mentre gli altri vengono determinati di conseguenza

f) le tematiche per le tesi di laurea dovranno essere stabilite da un network di professori della stessa cattedra rappresentanti di tutte le università italiane tramite strumenti a distanza (internet) con l’indicazione di un indice di difficoltà che servirà a determinare i voti corrispondenti. il singolo studente potrà scegliere una qualsiasi delle tematiche scelte dal network di professori

 La proposta potrà essere oggetto di discussione e approfondimento con i rappresentanti delle categorie coinvolte.

 Nicola Salvi
nic@listaetica.org

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Inserito da: listaetica | Febbraio 25, 2008

La perdita di potere di acquisto dei salari

la notizia è fresca fresca:

http://www.adnkronos.com/IGN/Economia/?id=1.0.1911638116

Proviamo a raccontare come stanno le cose dal punto di vista dei giovani.

La perdita del potere di acquisto dei salari non è colpa dei mancati aumenti, bensì si tratta di un fattore “strutturale” del sistema produttivo italiano. Capisco che a molti non vada giù questo concetto e che per i sindacati sia più facile predersela con i datori di lavoro oppure con il Governo che non usa la spesa pubblica per colmare le difficoltà, tuttavia le motivazioni sono altre e di lunga data.

L’industria e i servizi sono i macrosettori che trainano l’economia di un paese. Nei paesi sviluppati (Francia, Germania, UK, tanto per fare esempi vicini e simili) questi macrosettori sono profondamente cambiati negli ultimi anni. Cambiamenti costati anche scontri e tensioni sociali, ma sono avvenuti tanto che i settori dell’industria che hanno visto uno sviluppo sono diversi rispetto a quelli di qualche anno fa.

I settori trainanti e prevalenti nei paesi citati, sono a ampio contenuto tecnologico e innovativo con un’ampia presenza di imprese globalizzate ovvero integrate nel commercio internazionale. Queste affermazioni sono comprovate dai livelli di scambio merci tra questi paesi e il resto del mondo: vedrete che l’Italia si posiziona molto in basso.

Al contrario nel nostro paese prevalgono settori industriali così detti “a basso valore aggiunto”: tessile, agroalimentare, meccanica, ecc… che vanno in competizione con i settori più sviluppati delle economie emergenti: est Europa, Cina, ecc. il cui fattore competitivo prevalente è il basso costo del lavoro. In altre parole, competere con nazioni dai salari bassi, spinge i nostri stessi salari verso il basso e l’intero settore industriale verso il baratro.

Alla lunga, infatti, la capacità delle nostre aziende di reggere il passo sarà sempre minore. Questo è anche uno delle principali cause della mancanza di crescita del PIL.

Quale potrebbe essere la soluzione?

Puntare sui giovani e sulla loro capacità di generare ricchezza attraverso l’innovazione. Occorre investire in Ricerca, Innovazione, Nuove tecnologie in modo prioritario e preponderante rispetto agli altri investimenti.

Questa è l’unica strada per tornare a creare valore esportabile e competitivo rispetto al resto del mondo. E’ l’unico modo per far si che nel futuro i giovani non pensino di poter fare gli operai o di rispondere ai call center, ma di potersi dedicare alla ricerca e all’innovazione in modo tale che il loro lavoro valga di più, sia più qualificato, sia più PAGATO!

Si è detto in passato “italiani popolo di inventori”: bisogna creare le condizioni di contesto affinchè questa affermazioni sia di nuovo vera per poter “RICOMINCIARE A SOGNARE”

Nicola Salvi

Inserito da: listaetica | Febbraio 22, 2008

L’Italia ai giovani: ricominciare a sognare

Ho bisogno di persone che vogliano riprendersi il Paese. Ma soprattutto ho bisogno di giovani che credano nel futuro e che vogliano governare questo Paese verso un futuro migliore. Ho bisogno di credere che persone così esistano e che vogliano impegnarsi.

Ho bisogno di sperare che il potere non sia una condanna, ma una responsabilità civile.

Ho bisogno di dire a mia figlia di 2 settimane che non dovrà sperare in una raccomandazione per emergere, ma di pensare solo al suo unico e speciale talento. Come il tuo.

 L’Italia è entrata in una terribile fase di declino. Nel mondo appare il disegno di un futuro positivo, mentre l’Italia va alla deriva guidata da un PICCOLO GRUPPO DI VECCHI.

Non siamo in democrazia. Questa è una schifosissima oligarchia. E io sono STANCO.

Si dice che l’esperienza sia di aiuto per evitare gli errori. Non mi pare che sia così in politica.

Io credo che l’innocenza dei giovani e la loro inesperienza possa avviare la giusta rivoluzione di cui questo Paese ha bisogno.

I giovani sono il futuro, solo loro possono realmente realizzarlo nella forma dei loro sogni.

Se credi in questi semplici concetti e porti nel cuore questa speranza, lascia un commento oppure scrivimi a nic@listaetica.org per ricominciare a sognare.

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